The Unsense: nuovo album
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Il disco...
È la storia di un viaggio. Il viaggio che un uomo deve percorrere per trovare sé stesso.
Come nel tragitto dantesco, per scoprire l’ ”Io” é necessario perdere la propria strada, uscire dagli schemi convenzionali fino a ritrovarsi immersi nella disperazione più pura.. Ed ecco che, attraversando vari specchi, appare selvaggia la rivoluzione del pensiero, capace di tramutare il dolore della morte nella gioia della rinascita, scoprendo il mondo per la prima volta.
Simbolicamente l’album vuole rappresentare un abbraccio all'universo attraverso l’unione degli opposti: segue la sottile ragnatela che lega il tutto, il buio alla luce, il dolore al piacere, ogni cosa ad ogni cosa.
Come nel tragitto dantesco, per scoprire l’ ”Io” é necessario perdere la propria strada, uscire dagli schemi convenzionali fino a ritrovarsi immersi nella disperazione più pura.. Ed ecco che, attraversando vari specchi, appare selvaggia la rivoluzione del pensiero, capace di tramutare il dolore della morte nella gioia della rinascita, scoprendo il mondo per la prima volta.
Simbolicamente l’album vuole rappresentare un abbraccio all'universo attraverso l’unione degli opposti: segue la sottile ragnatela che lega il tutto, il buio alla luce, il dolore al piacere, ogni cosa ad ogni cosa.
Il disco è stato prodotto da The Unsense.
Registrato e mixato al MC studio da Marco Conti e Andrea Dainotti.
Masterizzato al Creative Masterng Studio da Stefano Cappelli.
Copertina di Corrado Roi (Dylan Dog).
Grafiche di Francesca Cattaneo.
The Unsense
Biografia The Unsense
Il Gruppo e il SuonoIl gruppo nacque nel gennaio del 2004, e fin da subito si iniziò a improvvisare con Alan alla chitarra, Davide al basso, Matteo alla batteria e Samuele alla voce: trovammo immediatamente una sintonia di suoni e di idee, mai sperimentata con altre persone.
Rare le cover, il gruppo ha sempre cercato di dare voce ai propri pensieri.
Pur conservando quella nota di psichedelia che ci ha sempre contraddistinto, col tempo abbiamo affinato i nostri gusti respirando Rock, Blues e New Wave. E ovviamente la nostra maturazione musicale cominciò con l’ingresso del quinto ed ultimo elemento: Puste, amico di vecchia data ed ex chitarrista New Metal.
Tanti son stati i gruppi e gli artisti che hanno influenzato il nostro modo d’essere: Radiohead, Joy Division, Pink Floyd, Syd Barrett, Archive, The Doors, Janis Joplin, Jefferson Airplane, Tool, Korn, Massive Attack, Area, Demetrio Stratos, Mike Patton, Led Zeppelin, ed altri ancora.
Senza aver la pretesa di proporre musica Orientale, in pezzi rock di spiccata influenza occidentale sono subentrati atmosfere e suoni Orientali, particolare evidente soprattutto nella voce del gruppo, che spesso utilizza la scala indiana.
E proprio questa unione fra Oriente e Occidente, che ripercorre la strada verso le nostre origini primordiali, è diventata la caratteristica principale del gruppo.
The Unsense è un progetto che mira ad andare oltre la sfera musicale. La musica è un mezzo con cui creare l’atmosfera, è il processo artistico che più si avvicina all’idea del ‘’ragionato sregolamento di tutti i sensi”, e come in un antico rituale il suo scopo è quello di trasportare il musicista e l’ascoltatore in un comune viaggio.
Rare le cover, il gruppo ha sempre cercato di dare voce ai propri pensieri.
Pur conservando quella nota di psichedelia che ci ha sempre contraddistinto, col tempo abbiamo affinato i nostri gusti respirando Rock, Blues e New Wave. E ovviamente la nostra maturazione musicale cominciò con l’ingresso del quinto ed ultimo elemento: Puste, amico di vecchia data ed ex chitarrista New Metal.
Tanti son stati i gruppi e gli artisti che hanno influenzato il nostro modo d’essere: Radiohead, Joy Division, Pink Floyd, Syd Barrett, Archive, The Doors, Janis Joplin, Jefferson Airplane, Tool, Korn, Massive Attack, Area, Demetrio Stratos, Mike Patton, Led Zeppelin, ed altri ancora.
Senza aver la pretesa di proporre musica Orientale, in pezzi rock di spiccata influenza occidentale sono subentrati atmosfere e suoni Orientali, particolare evidente soprattutto nella voce del gruppo, che spesso utilizza la scala indiana.
E proprio questa unione fra Oriente e Occidente, che ripercorre la strada verso le nostre origini primordiali, è diventata la caratteristica principale del gruppo.
The Unsense è un progetto che mira ad andare oltre la sfera musicale. La musica è un mezzo con cui creare l’atmosfera, è il processo artistico che più si avvicina all’idea del ‘’ragionato sregolamento di tutti i sensi”, e come in un antico rituale il suo scopo è quello di trasportare il musicista e l’ascoltatore in un comune viaggio.
L’Unsense
“è li...é solo in quel momento in cui decisi di abbandonarmi ad ogni cosa, Fugace istante in cui provai la sensazione di avere tutto dentro di me….”
Unsense. Letteralmente questa parola non ha alcun significato. Molti potrebbero interpretarla come “senza senso”, oppure “senza i sensi”, ma in realtà quando parliamo di Unsense intendiamo qualcosa di più, qualcosa di diverso.
Esso è il ‘’tutto’’ ed il ‘’nulla’’ allo stesso tempo. In quanto tale, ognuno è libero di interpretarlo individualmente, passando attraverso a singolari specchi, giocando con le luci e le ombre. Ed è inutile illudersi di poterlo spiegare ,perché come cantavan i vecchi poeti decadenti, L’Unsense si cela dietro all'’inafferrabile abbraccio che lega tutti i simboli e le corrispondenze, dalla linfa di una foglia alla poesia su un libro. Percui non va conosciuto, come una definizione da vocabolario, ma vissuto intensamente, in eterno abbandono. È come per un gioco silenzioso che sussurra il proprio canto, solo quando abbandoni i rumori dei pensieri, puoi cogliere le sue note.

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