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Teatro-cucina

cucina teatroIl progetto prende avvio nel maggio 2000, con debutto nel novembre 2001 a Milano, contando sino al maggio 2004 150 repliche col tutto esaurito e lunghe liste d’attesa. Ha richiesto diciotto mesi di preparazione tra studio culinario, costruzione drammaturgica (i testi sono originali e depositati alla S.I.A.E.) ed allestimento scenico.

Nel 2007 Lo spettacolo viene ripristinato per due importanti Festival: OperaEstate Festival del Veneto di Bassano del Grappa e Vie-Scena Contemporanea Festival di Modena per l’Ert. Nella stagione 2009-2010 viene ripresentato a Milano con lo stesso successo degli inizi.
Ad oggi lo spettacolo è stato rappresentato 204 volte…

…A distanza di quattro anni, dal 27 novembre al 15 Dicembre 2014, la magia HA un nuovo inizio…

Trenta commensali, spettatori ad un unico inusuale banchetto in cui ciò che viene servito è frutto dell’agire dell’attore in un “impasto” scenico tra musica e farina, danza e acqua, canto e vino.
Non resta che abbandonarsi... lasciarsi nutrire nel corpo... nell’anima. Il gesto si fa pietanza, la parola vino... i sensi si arrendono, travolti da sapori ricercati nella memoria, da profumi e odori speziati, da suoni e rumori che scandiscono il ritmo di uno stato d’animo, da colori della terra e forme che ricordano il passato.
È una possibile simbiosi tra linguaggio gastronomico e linguaggio teatrale, entrambi modi di comunicare potenti e universali che affondano le radici in un passato arcaico dell’umanità.
Il tempo e lo spazio in cui si svolge l’evento, sono quelli teatrali. Ciò permette di uscire dalla frenetica quotidianità, per immergersi in una dimensione quasi onirica, tipica del teatro, ma concreta e palpabile del desinare.
Non è uno spettacolo a cui assistere mentre si mangia, ma uno spettacolo da mangiare.

È l’aspetto emozionale della preparazione ciò che ci interessa, la segreta poesia di ciò che avviene in cucina.
L’attenzione è posta sulla relazione tra gli ingredienti e chi realizza la pietanza: il processo che avviene nelle mani e nello spirito del cuoco, e soprattutto come avviene, è come la creazione dell’opera di un’artista, che viene offerta da mangiare, assimilare e trasformare.
Tempo, cura e dedizione non riguardano solo l’aspetto più squisitamente teatrale, ma anche la ricerca e il reperimento di alimenti ed elementi culinari: l’allestimento è curato nei minimi particolari (tovaglie damascate, piatti in metallo e cotto, cucchiai di legno e posate d’argento, bicchieri smaltati, anforette di terracotta, etc.); le pietanze sono a base di prodotti tipici regionali sapientemente combinati per coniugare semplicità e raffinatezza.
Fondamentale è che lo stretto legame tra le pietanze e la drammaturgia, al punto tale che se una vivanda dovesse essere sostituita, anche l’azione scenica sentirebbe necessità di mutare. Questo legame rende preferibile, ai fini di una fruizione ideale, che lo spettatore non sappia quali siano le portate che gli verranno servite fino al momento in cui non saranno evocate e create in scena dagli attori.
Ogni pietanza è un mondo da ri-scoprire palillo palillo (piano e dolcemente) …

Uno spettacolo di ELISABETTA FALENI & VALENTINO INFUSO
“Invitare una persona è occuparsi della sua felicità durante tutto il tempo che essa passa sotto il vostro tetto.” A.Brillat-Savarin

regia di Elisabetta Faleni da un progetto di Valentino Infuso con Corinna Agustoni, Tamara Balducci/Paola Crisostomo e Valentino Infuso e con il Musico Roberto Zanisi - Compositore del Gusto: Davide Oldani

ATELIER DI TEATRO IN POLVERE
MILANO- VIA BASTIA, 15 (ZONA RIPAMONTI)
DAL 27 NOVEMBRE AL 15 DICEMBRE 2014

 

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