L’area del Mediterraneo rappresenta un ecosistema delicato e fortemente suscettibile alle variazioni climatiche indotte dal riscaldamento terrestre. Riscaldamento che farà registrare, nel prossimo futuro un rapido innalzamento del livello dei mari. Tale fenomeno, aggravato dalla maggiore frequenza di eventi naturali estremi, si sta rivelando critico per gli ecosistemi costieri e il sistema socio-economico regionale, che include l’industria ittica, l’agricoltura, la gestione del patrimonio forestale e/o le molteplici attività residenziali, commerciali e ricreative che sono situate in prossimità delle coste dei diversi Paesi del bacino del Mediterraneo.
Tutti gli scenari climatici degli ultimi anni confermano, infatti, per la metà di questo secolo, che la regione Euro Mediterranea, registrerà la tendenza di un aumento medio della temperatura che rasenterà i 2°C (da 0,8 a 1,8°C sulla superficie marina), un aumento del livello del mare da 6 a 12 cm (effetto congiunto dell’incremento della temperatura e della salinità), una riduzione delle precipitazioni fino al 10% e un aumento della frequenza di eventi estremi come ondate di calore, piogge torrenziali e cicloni.
Le inevitabili variazioni del clima dovranno essere affrontate come sfida per il rinnovamento dei sistemi economico, sociale, produttivo e come opportunità per accelerare la cooperazione delle diverse sponde del Mediterraneo: quella Nord e quella Sud. Intensificare la partnership pubblico-privato rappresenterà la chiave di volta per adottare iniziative, progetti, misure adeguate alle sollecitazioni esterne che consentano di salvaguardare sia l’ambiente considerato come “unicum” naturale non replicabile, sia le attività commerciali, industriali, agricole, nonché il profilo costiero che caratterizza tutto il bacino del Mediterraneo.
La ricerca e l’innovazione dovranno costituire lo stimolo per accelerare la trasformazione verso nuove tecnologie a più basso contenuto di carbonio, consolidando quelle esistenti che già oggi assicurano significativi livelli di efficienza e di compatibilità ambientale e che costituiscono i presupposti per realizzare quel trasferimento tecnologico finalizzato ad avviare il bacino del Mediterraneo verso una completa de-carbonizzazione.
Il potenziamento delle iniziative, considerate “best practices”, già avviate nell’area del Mediterraneo e che costituiscono e rafforzano il dialogo e la lunga tradizione di cooperazione fra i Paesi che in essa si affacciano, dovrà guidare i mondi politico, associativo, accademico e della ricerca verso l’obiettivo di legare le differenti esigenze e culture in una strategia integrata e comune che valorizzi l’intera regione, cardine dello sviluppo sostenibile.

Agenda

9:30 – 9:50 Benvenuto e introduzione

  • Bruno Lescoeur, Presidente OME – Observatoire Méditerranéen de l’Energie e Amministratore Delegato Edison
  • Sergio Piazzi, Segretario Generale dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (diretta video)
  • Rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico*

9:50 – 10:00 Partecipazione speciale: Lorenzo Kihlgren Grandi, Comune di Milano, Relazioni Internazionali

I Sessione – SVILUPPI ENERGETICI E SFIDE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICISissi Bellomo, giornalista, “Il Sole24Ore”, dialoga con

10:00 – 10:45 Cosa ci dobbiamo aspettare: energia, scenari e prospettive sul clima

Houda Allal, Direttore Generale, OME – Observatoire Méditerranéen de l’Energie

  • Antonio Navarra, Presidente, Centro Euromediterraneo per il cambiamento climatico
  • Einari Kisel, Responsabile Regionale per l’Europa, World Energy Council Secretariat
  • 10:45 – 11.30 Come possiamo affrontare le sfide per la mitigazione e l’adattamento: soluzioni tecnologiche per l’energia disponibili nell’area mediterranea

  • Angelo Riccaboni, Rettore dell’Università di Siena e Presidente di SDSN MED
  • Roberto Vigotti, Segretario Generale, RES4MED
 
II Sessione – IL CAMMINO: INVESTIMENTI E POLITICHE NEL CONTESTO ENERGETICO MEDITERRANEO
Marco Margheri, Direttore Affari Istituzionali, Edison, dialoga con

11:30 – 11.50 Investire sulle soluzioni energetiche nel contesto mediterraneo: priorità e strumenti

  • Alessandro Ortis, Co-Presidente del Comitato PAM su commercio e investimenti nelMediterraneo,
  • Smail Moussi, Direttore relazioni esterne di Sonelgaz e Segretario di WEC Algeria
  • Giampiero Nacci, Capo Industria e Efficienza energetica, BERS– Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo

11:50 – 12.30 Creare un contesto politico stabile: Prospettiva mediterranea sulla COP21

  • Alisa Newman Hood, Consigliere della Direzione Generale per le risorse energetiche del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti
  • Emanuela Colombo, Delegato alla Cooperazione e Sviluppo, Cattedra UNESCO in Energia per lo Sviluppo Sostenibile, Dipartimento di Energia, Politecnico di Milano

12:30 – 12:45 Keynote Speech

Silvia Velo, Sottosegretario del Ministero dell’Ambiente (video messaggio)

12:45 – 13:00 World Energy Council Istanbul 2016

  • Hassan Murat Mercan, Presidente World Energy Council, Turchia

13:00 – 14:00 Light Lunch

III Sessione – CAMBIAMENTI CLIMATICI E TRANSIZIONE ENERGETICA NEL MEDITERRANEO: AVVIO DI UN THINK THANK PER IL DIALOGO

14:00 – 15:30 Nathalie Tocci, Vice-Direttore, Istituto Affari Istituzionali, dialoga con

  • Luigi Carafa, Ricercatore, CIDOB – Barcelona Centre for International Affairs
  • Amal Haddouce, Consulente Scientifico, OCP Policy Center, Rabat
  • Ahmed Kandil, Ricercatore, ACPSS – Al-Ahram Center for Political and Strategic Studies, Cairo
  • Murat Arsel, Professore Associato di Ambiente e Sviluppo presso l’Istituto Internazionale di Studi Sociali, Erasmus University, Rotterdam
  • Pantelis Capros*, Professore presso il Dipartimento di Ingegneria Elettricadell’ Università di Atene

Conclusioni:

  • Nathalie Tocci, IAI,
  • Houda Allal, OME,
  • Marco Margheri, Edison
  • Süleyman Mümin*, Direttore Esecutivo, WEC Turkey