Autore: Antonella Marchisella e Antonio Traettino

Presentazione: Al Confine con il buio. Soldato Millenovecentoventi è una storia vera, o meglio, l’unione di due storie realmente accadute in epoche diverse. La prima è un fatto di cronaca risalente al 1999, che vede un militare di 22 anni in fin di vita nello scenario dell’ Isola della Maddalena. Un militare colpito in pieno petto da un proiettile, ad opera di un ex commilitone e per lo svago futile di una serata in discoteca. Soggetto del contendere: una bella ragazza americana. La seconda storia è un ricordo struggente, l’insieme delle confidenze di un soldato fatto prigioniero in terra di Germania nel lontano  Settembre 1943: il diario di prigionia del Soldato Federico Rusconi. Il diario è il racconto di scenari e visioni che non hanno a che fare solo con la guerra,ma anche con un animo umano pieno di vita e di sentimento. E’ incredibile come il Soldato Rusconi descriva “Il treno che correva attraverso la campagna verdeggiante. L’occhio guardava lontano e penetrava nel verde uniforme della terra..attraversando boschi, campi fioriti, paesotti dalle piccole case circondati da giardini ricolmi di fiori multicolori..” quello stesso treno che lo stava accompagnando dritto verso la prigionia, ma visto dallo sguardo di un uomo che nonostante tutto riesce a vedere l’essere soave della natura che lo circonda. Rientrato da pochi giorni al suo vecchio Reggimento, il 5° Gennio in località Bannè, dopo aver trascorso 6 mesi al Campo Paracadutisti di Tarquinia: “La sera del 10 Settembre ci portarono via dalla Caserma. Andammo alla Stazione di Villa Opicina  e ci ammucchiarono in carri bestiame. Eravamo più di tremila. Passammo la notte chiusi nei vagoni..Verso l’alba il treno partì: giunti a Postumia scendemmo e andammo alla Caserma Regina Elena. Lì incontrammo soldati di tutte le armi, anche loro prigionieri: vi erano Bersaglieri, G.A.E., Alpini, ecc…Quel giorno di mangiare non se ne parlò. Ci aiutò,però, la popolazione di Postumia. Nessuno potrà dimenticare le affettuose manifestazioni fatteci da quella brava gente..Ancora rivedo quegli occhi pieni di lacrime, ancora rivedo quei volti mesti, ancora sento le parole di coraggio e di conforto che ci indirizzavano quelle mamme, parole che ci toccavano il cuore e ci infondevano fede in un ritorno non lontano” dice il Soldato Rusconi. “Quando il treno si allontanò, sbuffando lentamente, e scomparvero le case, scomparvero quelle facce amiche, quando il treno lasciò quella terra amica, ognuno cominciò a pensare. Dove andiamo? Vicino? Lontano? Che sarà di noi? Delle nostre famiglie ignare di tutto?” – “Albeggiava: era il 15 Settembre 1943, mercoledì. Quella notte oltre a non aver potuto dormire, avevo sofferto molto per il freddo. Cominciai a guardare fuori e, benché guardassi distrattamente, quasi meccanicamente mi accorsi o per dir meglio mi sembrò che i luoghi che passavano frettolosamente, fossero diversi da quelli del giorno precedente. Infatti le campagne erano incolte; strade non esistevano; solamente viottoli polverosi solcati nella terra arida e bruciata dal Sole. Anche le case erano diverse: non più quelle casette carine e circondate dall’armonia poetica dei fiori, ma capanne di legno ricoperte con paglia, di uno stile rozzo e antico. Cominciammo ad osservare meglio: infatti era così ! Attraversammo alcuni paesotti. Tutto era diverso: case, campagne. Finalmente sapemmo che eravamo in Polonia; eravamo entrati nel corridoio polacco, il famoso corridoio che era stato la causa della guerra” . La storia di Federico,allora giovane, si incrocia con quella di suo nipote, moltissimi anni in seguito. Il militare Antonio Traettino verrà colpito infatti da un proiettile,in pieno petto, all’età di 22 anni. Da un proiettile esploso da un suo giovane coetaneo, che fino a poco prima del tragico avvenimento,prima di abbandonare la Scuola Militare,era stato un commilitone. Tutto sembrava essere finito, tutto sembrava essersi dissolto prima ancora di iniziare, il sogno di intraprendere la carriera militare. Le funzioni respiratorie del militare infatti,furono gravemente compromesse. Tutto sembrava finito, ma il ritrovamento del Diario del nonno Federico,che tornò a casa sano e salvo dalla prigionia, diedero al militare la forza per riprendersi. Al Confine con il Buio è un misto di poesia e coraggio, che prende vita dalle mani del Soldato Rusconi fino ad arrivare alla penna di Antonella Marchisella. Al Confine con il buio. Soldato Millenovecentoventi – EventualMente Edizioni.