Autore: Catena Cancilleri

Presentazione: In una terra come la Sicilia, terra di mafia, le battaglie, anche se silenziose, sono quotidiane. E talvolta sotto traccia, come certe trattative:

1. Revisione sentenza maxi-processo
2. Annullamento decreto legge 41 bis
3. Revisione legge Rognoni – La Torre
4. Riforma legge pentiti
5. Riconoscimento benefici ai dissociati brigate rosse per condannati di mafia
6. Arresti domiciliari dopo i 70 anni di età
7. Chiusura supercarceri
8. Carcerazione vicino residenza familiari
9. Nessuna censura posta familiari
10. Misure prevenzione – rapporto con i familiari
11. Arresto solo in caso di flagranza di reato
12. Togliere tasse carburanti come ad Aosta
Tacite o taciute certe cose sono pur sempre “affari di famigghia”.

Catena Cancilleri, nata nel 1974, siciliana, vive a Parma dove lavora come educatrice. Laureata in Filosofia, ha esordito con il saggioAndrea Camilleri e il romanzo storico in Italia: a proposito de “Il re di Girgenti” (Tracce, 2005).

Commento di Antonella Santarelli
La scrittrice è una professionista dell’educazione e credo che questa caratteristica abbia un peso rilevante nel modo di scrivere e trattare gli argomenti oggetto di narrazione.
I racconti pubblicati sono molto brevi, caratteristica sempre più diffusa tra coloro che scrivono sul web, come i giovanissimi. Il fine pedagogico è insito nella descrizione di una realtà che ha mille e più facce, tutte riconducibili al fenomeno mafioso che permea la storia di paesi, zone interne e costiere, palazzi di potere e i quartieri desolatamente sempre meno popolati di posti dimenticati dalla legalità. Perché la Sicilia è ancora questa, e la Cancilleri, donna siciliana, la descrive molto bene nella sua pluridimensionalità.

Fatti accaduti e storie inventate danno vita a un “continuum” senza battute di arresto nel ritmo incalzante di ricordi e di elaborazione di fatti noti e di ricostruzioni di fantasia che traggono alimento dalla cronaca quotidiana, con particolare attenzione alla comunicazione.
Il fenomeno mafioso ha sempre avuto codici linguistici condivisi e diffusi nei territori: nel racconto “Parole”, l’autrice spiega cosa vuol dire il motto “La parola migliore è quella che non si dice”. I silenzi sono oro e possono valere più dei comportamenti palesi.
Si evince dai racconti come la mafia oggi sia pericolosamente presente tra i gangli delle istituzioni, sempre pronte a schierarsi con i più forti che gestiscono il vero potere, tra apparente normalità e un mondo di collusioni di cui si possono solo immaginare le correlazioni tra vicende e uomini. Il muro di gomma, storicamente evocato nei fatti di mafia, è oggi la sistematica disinformazione nei confronti dell’opinione pubblica.