Autore: Gianpio Cirlo

Presentazione: Gabbie è un libro che si dipana in 25 racconti piuttosto diversi l’uno dall’altro. Differenti nello stile di scrittura. Differenti nell’ambientazione. Differenti soprattutto nell’atmosfera in cui immergono il lettore.  Quello che li accomuna tutti, da cui appunto il titolo della raccolta, è la gabbia in cui i protagonisti sembrano essersi rinchiusi (da una intervista di Antonella Santarelli)

“Abituati alla morte e non avrai problemi neppure nel provocarla. Abituati all’amore e ne perderai l’incanto. Abituati a qualunque cosa e ti perderai in un bicchiere.”

Che sia il surreale colloquio con se stesso di un insonne che aspetta invano l’alba in una notte destinata a protrarsi per sempre o il monologo di un fantasma che non sa accettare il fatto che la moglie, ancora in vita, lo stia dimenticando, che siano rappresentate da un divano da cui è impossibile scendere, da una galea pirata perduta nell’oceano o dalla volontà di un uomo di non fare assolutamente nulla per il resto dei propri giorni, le gabbie che imprigionano i protagonisti di questi racconti non precludono solo la possibilità d’uscita, ma anche quella d’entrata. Rappresentano una scelta di vita. E una scelta di morte. Perché se il peggio può accadere, accade.

Gabbie. Fatte di sesso. Di liquore. Di attese nell’anticamera dell’inferno.

Gabbie. Dove lupo e agnello si fissano inebetiti.

“Non vissero felici. Non vissero contenti. Ma, soprattutto, non vissero per sempre.”