Autore: Valerio Mello

Presentazione: “Dal Viale della Vittoria, ad Agrigento, dove sorge la casa materna di Valerio Mello, si gode la vista impareggiabile di un paesaggio di solenne, essenziale arcaicità: l’imponente distesa raggelata di rovine dei grandi templi dorici, addormentati sullo sfondo mutevole di un mare pulsante di vita. Proprio là il tempo dell’anima ha costruito il giardino del poeta, che si muove con naturalezza fra i resti dei monumenti classici. Sotto un “cielo dorico” è nato, infatti, Valerio Mello ed è stata la prima cosa che mi ha detto quando l’ho invitato a parlare di sé nell’ovattata e conversevole penombra di un vecchio bar torinese a Porta Susa. Non è stato difficile entrare in sintonia con questo poeta siciliano, come Quasimodo, come Pirandello, miei interlocutori privilegiati in un fitto discorso critico, insieme a tanti altri che, per diritto di nascita o ascendenze culturali, affondano le loro radici nell’archetipica classicità di Agrigento: là dove solenni profili sono racchiusi nella Valle dei Templi che si stende, tra uno svariare delicato di colori dati da mandorli e ulivi, a perdita d’occhio, sino al mare. Per chi è nato e vissuto al cospetto di così tanta bellezza la scelta di una cifra poetica densa di echi preziosi pare obbligata: quasi un destino. Di qui l’aprirsi, in questi Giardini pensili, di quella «crepa sottintesa» che solo i poeti sanno cogliere, come solo loro sanno davvero dialogare con il Genius loci e con le innumerevoli presenze che affollano e vivificano il pensiero poetante scaturito da un immaginario mitico.”

Rosalma Salina Borello