Il libro si immerge nella realtà di un paesino di provincia visto dagli occhi implacabili e rassegnati di un adolescente insoddisfatto che ne coglie le incongruenze e le chiusure, senza però essere in grado di affrancarsi da esse. Episodi di violenza, di indifferenza familiare, di amicizie superficiali e di pregiudizi verso i cambiamenti della società per i quali non si hanno gli strumenti adatti per affrontarli. Una realtà soffocante fatta di ignoranza, di dialetto e di luoghi comuni che frustrano la voglia di vivere del protagonista… (recensione su Amazon)

“Se l’è chel rob chi? Un libro? No me interesa. No. Te gu dì de no!

Sciur Antonio, 82 anni

Un bagaiet de San Gervas? Al Lambro? No, mi su no,

mi legi solo Famiglia Cristiana, me spias.

Sciura Fernanda, 79 anni

Non possiamo sopportare ulteriori tendenziosità

verso il nostro grande movimento. Questo libro è una vergogna!

On. Capretti, Lega Nord

Un libro? Ma va, c’è ben altro a cui pensare, osti! Ci stanno

invadendo, si rende conto?

Sciur Carlo, 68 anni

Volere accendino? Fazzoletti? Regalo, regalo. Aspetta, regalo!

Assan, detto Momo, 33 anni (dichiarati)”.

 

Ivano Mingotti  è un autore di cui sicuramente non avrete mai sentito parlare. Per dire, è più famoso all’estero che in Italia, e all’estero mica lo conosce qualcuno, anzi.

E’ nato nel 1988 a Desio, nella ridente – si fa per dire, non c’è proprio niente da ridere – Brianza.