Autore: Irene Giannini

Presentazione: Né poveri, né ricchi, né eroi predestinati ad un futuro di successo: gente semplice invece, che commette molti errori, ma che ha la determinazione di andare avanti, senza piangersi addosso. Anche un’esistenza senza tragedia può essere emozionante ed avvincente. Si parte dall’inizio del XX secolo e si arriva ai giorni nostri, al centro la vita di Bianca, i suoi amori, gli ostacoli, la vecchiaia. Intorno ruotano le curiose storie dei membri della famiglia, coriandoli che mettono allegria. Coprotagonisti indiscussi: la Morte, imprevedibile e beffarda, che spariglia le carte; il Destino, un disegno che a tratti emerge, anche se il libero arbitrio crea sempre uno scarto; e infine la Magia, con le sue leggende, i malocchi, le maledizioni, in fondo non tutto si può capire, basta accettarlo. La parola delinea la vita quotidiana facendola brillare un po’, mette la cornice intorno alla normalità e la rende un quadro bello, che rasserena.

“Il caporale voleva essere quel ciuffo di capelli che le cadeva sulla fronte o la mano che aggiustava la gonna sul ginocchio o la ciabatta da cui usciva il suo piede. Lo sguardo gli andava sempre alla finestra, un filo lo tirava e diventava marionetta. Non riusciva a concentrarsi e se doveva battere una lettera a macchina, alla fine della giornata non era arrivato ancora ai cordiali saluti. Quando la vedeva il cuore gli pizzicava come se quella ragazza lo solleticasse con una piuma e doveva voltarsi dall’altra parte. Quando non la vedeva sfrigolava come una frittella e non desiderava altro che averla davanti agli occhi. Bianca stava sempre fuori, seduta davanti alla porta di casa a chiacchierare insieme alla zia con un lavoro in grembo; sulla terrazza a lavarsi i capelli sotto il sole con pentolate d’acqua fresca e aceto; appoggiata alla ringhiera del balcone a sparpagliare pensieri come briciole ai passeri. Gianni era nascosto dietro il vetro della finestra, dietro la garza delle tende e la imparava a memoria, una poesia che parla di primavera.”