Autore: Vittorio Emanuele Falsitta

Presentazione: Come spesso accade, prendete tra le mani un libro, registrate mentalmente il titolo, osservate la copertina, leggete i risvolti biografici, aprite a pagina uno e vi disponete infine ad una rilassante lettura.

Ma se cercate un libro tranquillo che vi accompagni nel sonno o che renda spensierata la vostra serata…non provate con questo!

Nelle prime pagine si spaccia per un “innocuo” romanzo, proponendo scene domestiche di solitudine estiva, ma in realtà è un thriller, un piccolo, delizioso thriller/noir.

Del thriller ha di sicuro la trama, un torbido intreccio di violenza e potere che si dipana tra Roma e Milano, tra gli scenari quanto mai attuali di lussuosi palazzi del governo e altrettanto lussuosi studi professionali.

Immancabili, aggressioni e fatti di sangue che tengono con il fiato sospeso. Ma in uno stile non sfacciatamente americano, piuttosto “alla Maigret”, poiché a rendervi inquieti non sarà tanto il sapore del sangue, quanto l’intuizione della sua presenza.

Del noir ha soprattutto i personaggi, due improvvisati antieroi del tutto atipici alla ricerca di una scomoda e pericolosa verità, in una lotta impari con un oscuro quanto potente e realistico – o reale? – personaggio, fino al classico epilogo di una parziale sconfitta, di un’insoddisfazione di fondo, di una certa amarezza dei risultati.

Del noir ha il gusto, soprattutto. La capacità di rendere metallico il sapore in bocca, di suscitare dubbi, il potere di far aggrottare la fronte, di proporre una diversa visione del quotidiano, provocando l’istinto di guardarsi le spalle, a fine lettura, per cogliere i segnali di complotti e inquietanti retroscena in ciò che fino al giorno prima abbiamo vissuto senza consapevolezza.