Autore: Antonella Cavallo

Presentazione: Un’antica dimora sulle alture del lago Maggiore (la “Pietra” del titolo), disabitata e in decadenza, è il dono di fidanzamento che il notaio milanese Filippo Odescani offre a Lucrezia, figlia dell’imprenditore tessile Giampaolo Galeri Galeni. Un pegno ideale più che un reale omaggio, a cui segue la promessa della donna di prendersi cura della ristrutturazione dell’immobile: intento di Filippo è creare un nido d’amore per consolidare la relazione sentimentale. Questo, in sintesi, il nucleo della narrazione organizzata secondo un lungo flash-back: al funerale di Filippo, con cui si apre il romanzo, segue infatti la digressione che ripercorre l’intera parabola esistenziale dell’uomo, dalla nascita, ai primi turbamenti amorosi fino all’incontro con Lucrezia, con cui naufragherà il sogno di una vita di coppia alla Pietra. Lucrezia conosce infatti Davide, incaricato a coordinare i lavori di restauro, mentre Filippo, quasi ostacolato dai suoi veri sentimenti, assiste impotente al lento spegnersi di un amore che non ha mai oltrepassato la corrispondenza intellettuale e che traeva linfa soltanto dalla comune appartenenza dei due all’alta borghesia milanese, di cui sono evocati momenti mondani, frequentazioni e risvolti auto-celebrativi (come la festa di beneficenza per il compleanno di Lucrezia, o il ricevimento aziendale nella lussuosa cornice di un hotel). Un retroterra di sfizi e gesti di slancio, ma anche di un profondo senso di vuoto, talvolta all’origine di scelte irresponsabili. Ma l’amore tra Filippo e Lucrezia è innanzitutto un amore impossibile: Filippo è infatti omosessuale e il preventivato matrimonio è solo il paravento perbenista per consolidare la propria posizione sociale e tacitare ogni scrupolo di coscienza. La storia in seguito vira decisamente al giallo, con un evento funesto che turba il già movimentato menage della ricca famiglia Galeri Galeni: è il ritrovamento del cadavere di Clara, sorellastra di Giampaolo, assassinata in circostanze oscure in una cara di ringhiera sui Navigli. A fornire un contributo alla risoluzione del mistero sarà Lucrezia, che indagando a ritroso tra i fatti di famiglia riporta in luce antichi rancori e gesti insospettabili. Lo scioglimento del caso coincide anche con la definitiva rottura del rapporto tra Lucrezia e Filippo, ma dovranno passare ancora quindici anni perché sia svelata l’intima natura dell’uomo. Un moto circolare riporta così la storia al segmento temporale d’apertura, ossia il funerale di Filippo, che segna la caduta di ogni maschera. Una confessione postuma, resa attraverso uno scritto che l’ex-fidanzato aveva destinato a Lucrezia, permette alla donna di conoscere la verità, mentre il plico di lettere allegato parla di un amore diverso e di un’epoca ormai lontana.