Presentazione del nuovo libro di Ermanno Accardi e Domenico Megali “Milano è femmina, un po’ mamma e un po’ puttana” il 14  dicembre dalle ore 19.00 presso Mieru Mieru in via Magolfa, 14 a Milano (zona Navigli) – ingresso libero.

Per amare Milano ci vuole poco, per capirla un po’ di più, per conoscerla una vita non basta, proprio come una donna. Milano è femmina per la storia e le sue storie. Storie cittadine che s’incrociano con le storie di vita dei due autori. Alcune verranno raccontate da Ermanno e Domenico durante la presentazione spettacolo, insieme a Daniela Basilico e allo straordinario repertorio di canzoni popolari milanesi di Lorenzo Castelluccio.

 

Un titolo, come un nome, è necessario. Tuttavia, per sceglierli, spesso ci si danna eccessivamente. Per esempio, si mobilitano eserciti di esperti per battezzare una macchina di successo, ma altre vetture denominate da sconosciuti dipendenti delle case automobilistiche hanno ugualmente avuto tutto dalla vita. La verità è che un titolo o un nome fanno discutere se sono belli oppure no, prima; dopo, sono semplicemente quel titolo e quel nome. A nessuno, che non sia particolarmente tignoso e rompicoglioni, verrebbe in mente di chiedersi se avrebbero potuto o dovuto essere diversi. Racconto spesso storie della mia Milano e per intitolarle mi capita di rubare frasi o parole alla gente che incontro e con cui parlo. Questa volta, non mi veniva il furto giusto. Un giorno parlavo con le mie amiche e colleghe Gianna Avenia e Federica Stucchi e con il mio amico e collega Domenico Megali, gente sveglia, con cui ogni tanto verifico il mio processo d’invecchiamento e ho buttato lì qualche titolo. I tre hanno pensato, forse non gli piacevano, o volevano essere educati, non lo so. Comunque, dopo un po’, hanno esordito: va bene “Milano è femmina”, con tanto di sottotitolo: “Un po’ mamma e un po’ puttana”. Sì, Milano è femmina. Un po’ mamma e un po’ puttana, che piaccia o no. Vezzosa e rigorosa, ma con un cuore tenero e riservato, che svela luoghi e atmosfere meritevoli di essere ricordate. Per appropriarsi delle sue intimità bisogna provare a carpirne i segreti. Milano è femmina perché femmina è il suo principale simbolo: la Madonnina, che illumina questa città e il suo popolo. Milano è femmina perché al femminile si declinano i tutti gli altri simboli di questa città. A partire dalla Scala, tempio della lirica di fama mondiale, della danza e della musica. La Galleria Vittorio Emanuele è un altro un esempio di monumento al femminile non solo per la maestosità ma anche per come si è agghindata, vestita in questi secoli di vita. Milano è femmina perché le sue femmine sono femmine vere. Un coinvolgente e appassionato “mix” di austerità austro-ungarica e fantasia del Sud. Le donne di Milano, adottate da Milano, cresciute a Milano, contengono un concentrato di bellezza unico al mondo. E se dici donna dici borsa: quindi, come fai a non pensare che Milano sia femmina anche per la sua Borsa, quella economica? E poi Milano è femmina come la nebbia, che a Milano è romantica. Quando c’è…Milano è femmina per la Circonvallazione, con i suoi interminabili viali. Milano è femmina per le sue arterie, quelle del Centro Storico e quelle delle periferie. Milano è femmina per la Storia e per le sue storie. Alcune di queste, io e Domenico abbiamo provato a raccontarvele. Storie cittadine, che s’incrociano con le nostre storie di vita. Perché Milano è la nostra vita. Perché con noi Milano è sempre stata romantica, accogliente e molto, molto disponibile. Un po’ mamma e un po’ puttana, appunto…(Ermanno Accardi)