Autore: Pino Iannello

Presentazione: Paolo Da Campo era un ferocissimo corsaro catanese, divenuto in breve tempo un vero flagello per le navi che si trovavano a solcare il golfo di Venezia, nella zona tra l’Albania e la Puglia alla fine del XV secolo. Nel 1490, però, la Serenissima riuscì a farlo catturare e lo condannò ad essere confinato per sempre a Venezia. Qui il pirata cambiò vita, si ritirò in convento e condusse un’esistenza da penitente, al punto che nei secoli successivi molti storici veneziani hanno descritto la sua morte avvenuta in odore di santità. Qualche dubbio però rimane. Qual è la verità? A tutt’oggi la storia di Paolo Da Campo, corsaro, asceta e forse anche spia, rimane avvolta nelle nebbie di un mistero tutto veneziano.

In Sicilia, tuttavia, Paolo Da Campo aveva un figlio. Il romanzo, quindi, prende avvio dall’Anno Domini 1501, quando un monaco e un converso sono costretti a fuggire precipitosamente da un convento ragusano seguendo il percorso labirintico indicato da un misterioso Gioco dell’Oca. La fuga li porterà a vivere incredibili avventure lungo lo stivale, inseguiti da loschi figuri che attentano alle loro vite per impossessarsi di quel gioco che nasconde il segreto dei segreti.

Il protagonista percorre, in un viaggio reale, gli ostacoli del gioco: il ponte, l’osteria, il pozzo, il labirinto, la prigione e la morte; metafore di vita ma anche percorsi di crescita e di conoscenza. Molte sono le simbologie che si collegano alla filosofia e alla storia delle religioni: l’eterno conflitto tra il bene e il male, la questione del potere e di come si intende usarlo e poi ancora il tema universale dell’amor sacro e dell’amor profano.

Un singolarissimo romanzo di formazione, drammatico e spiritoso al contempo, dalla trama avvincente, ricco di colpi di scena e di suspense; un romanzo che piacerà sia ai lettori che amano il genere storico e avventuroso, sia a quelli a cui piace il mistero e la magia. Insomma, un libro che tiene incollati e con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.