Autore: Barbara Garlaschelli

Presentazione: Lena è giovane, bellissima e intelligente e accanto ha un marito che farebbe qualunque cosa pur di renderla felice.

Ma lei non sa più dare né ricevere amore fin da quando – aveva nove anni – qualcuno non le ha rubato l’innocenza, segnandola per sempre. Un segreto nascosto con cura, sepolto nell’anima, un fantasma di cui però non riesce a liberarsi e che a poco a poco sgretola il suo equilibrio.

L’affetto e la dedizione di Lorenzo non bastano, e nemmeno la nascita di Prisca scalfisce la scorza di questa donna gelida, nemica, distante. C’era la guerra all’epoca in cui Lena aveva vissuto sulla propria pelle la follia degli adulti; da allora è trascorso molto tempo, eppure lei continua a combattere una infinita battaglia dentro se stessa, contro i demoni che l’assediano. La sua bambina la teme e la respinge fino al punto di odiarla, di non volerla vicina, e la tragica scomparsa di Lorenzo accelera il distacco della figlia dalla madre. Un rapporto distruttivo, logorante, che lentamente intacca anche la psiche di Prisca, inducendola a difendersi con una straziante, terribile forma di rifiuto… Ambientata fra il 1939 e i giorni nostri, una storia di infanzia tradita, di sentimenti calpestati, di amori molesti, cui la scrittura limpida e affilata di Barbara Garlaschelli imprime un pathos e una drammaticità crescenti, che catturano il lettore sino al liberatorio finale.

EDIZIONE FRASSINELLI

Barbara Garlaschelli (Milano, 1965) vive e lavora a Piacenza. Con Frassinelli ha pubblicato Nemiche (1998), Alice nell’ombra (2002), Sorelle (2004, Premio Scerbanenco) e per Sperling & Kupfer ha curato con Nicoletta Vallorani l’antologia noir Alle signore piace il nero (2009). Tra i numerosi libri che ha scritto, l’autobiografico Sirena. Mezzo pesante in movimento. E’ tradotta in Francia, Spagna, Portogallo, Olanda, Serbia, Messico.

Il suo blog è: http:// barbara-garlaschelli.splinder.com

“Quando è nata Prisca, per qualche settimana le era perfino parso di essere felice…Poi qualcosa ha iniziato come a scivolare. Qualcosa dentro di sé che non riesce a definire, ma che una forza infinita e che la trascina verso un punto preciso e spaventoso… Esce dalla cucina e si avvia verso la camera di sua figlia. La porta è socchiusa e Lena la apre lentamente. Gli strilli della bambina riempiono la casa…Allunga una mano verso la culla e comincia a dondolarla, accompagnando i movimenti con un ssshhh sommesso. Se qualcuno vedesse l’espressione disegnata sul suo viso, ora, resterebbe senza parole. Perché non ci sono parole per raccontare la rabbia che si confonde con la tenerezza.”

” Una scrittrice di pura razza…la sua ispirazione è profonda, l’emotività della sua pagina è sempre palpabile…” Giuseppe Traina, L’Indice