Autore: Roberto Ritondale

Presentazione: L’incubo di un mondo senza carta, di un futuro distopico che in realtà è già presente. Perché il romanzo “Sotto un cielo di carta” – il nuovo libro di Roberto Ritondale in uscita il 9 ottobre per Leone Editore – è anche una riflessione sull’attuale dittatura di internet, a cui qualcuno vorrebbe affidare i destini della democrazia. Un web che tutto controlla e che spesso manipola: i nostri gusti, le nostre abitudini e persino le nostre emozioni.
“Il web – scrive Ritondale, nato in Campania e residente a Seregno, in Brianza – si era rivelato un grande inganno, innanzitutto perché aveva promesso di avvicinare le persone e invece le aveva inesorabilmente allontanate. Quanto più crescevano i rapporti virtuali, tanto più diminuivano quelli reali. (…) Anche l’idea che tutti controllassero tutti, grazie a internet, era solo un imbroglio. La rete si era fatta ragnatela, intrappolando invece di liberare, con una ristretta élite che controllava la massa inconsapevole”.

L’autore immagina una “Grande Nazione del Nord” in cui il regime del generale Sainon, abolita la carta, impone l’uso di un tablet governativo affinché tutto sia tracciabile: dagli acquisti alle letture, dai sentimenti alla salute. A ribellarsi alla dittatura e all’ideologia del “controllismo”, sostenuta da slogan che sono degli ossimori, è l’ex cartolaio Odal Clean. Dopo una vita trascorsa tra libri, dispense e risme di fogli, Odal combatte a modo suo per riconquistare la libertà, grazie anche all’appoggio di altri “nostalgici” rivoluzionari.

Scritto pensando soprattutto – ma non solo – ai ragazzi, che hanno sempre meno dimestichezza con la carta, il romanzo è un esplicito omaggio a tre grandi autori del genere distopico. Non a caso la carta viene abolita dal regime “controllista” con il “Codice 2435”, ovvero la somma delle cifre presenti nei titoli di due famosi romanzi: “1984” (di George Orwell) e “Fahrenheit 451” (di Ray Bradbury). E il nome del protagonista, Odal, è l’anagramma delle prime quattro lettere del nome di Aldous Huxley (“Il mondo nuovo”).

L’amore per la carta è così riassunto in uno dei passaggi del romanzo: “Libri che non coinvolgono il tatto e l’olfatto, che libri sono? C’è una casa per tutto. L’Universo è la casa del mondo, l’anima è la casa delle coscienze vigili, il cielo è la casa naturale delle stelle, l’albero è la casa delle foglie, l’orchestra è la casa delle note, la libertà è la casa degli spiriti giusti. E la carta, soltanto la carta, è la casa naturale delle parole scritte”.

L’autore (giornalista dell’Ansa che si definisce “scrittore ambulante” perché ama presentare i suoi romanzi anche a casa dei lettori, oltre che nelle librerie) ha utilizzato a tratti i toni della favola moderna, alternando ironia e commozione, atmosfere cupe e scene spensierate. Uno stile che Cinzia Tani, scrittrice e giornalista, ha sintetizzato così sulla quarta di copertina: “Lucentezza e tenebre nel magico talento letterario di Roberto Ritondale”.

Il romanzo sarà presentato a Nocera Superiore il 15 ottobre e poi a Milano (il 24 ottobre) nell’ambito della quarta edizione di BookCity, la manifestazione che trasforma il capoluogo lombardo in una grande libreria diffusa con oltre 900 iniziative. Durante il “CartaTour” l’autore interagirà con il pubblico mostrando mappe, francobolli, ticket, elenchi telefonici… tutti oggetti sempre più in disuso in un mondo che lentamente sta abolendo la carta.