I cambiamenti, che interessano una città, si percepiscono dalla periferia, dal suo quotidiano, dai mille sguardi, che si incrociano.

Per anni, ho preso il tram 14, il tram che, passando per il centro, unisce 2 periferie, Giambellino e il Cimitero Maggiore: e da li è nata la definizione del tram del riscatto.

In questi anni, ho visto un quartiere cambiare, diventare un laboratorio di idee e di esperienze; un quartiere dove i suoi cittadini hanno messo a disposizione tutto il loro impegno; un quartiere dove giovani e anziani si sono incontrati; un quartiere dove in estate si organizzano diverse iniziative, grazie a tutti coloro che preferiscono l’agire al continuo lamentarsi…..Giambellino.
Questa esperienza dimostra quanto i “luoghi comuni” abbiano basi fragili e quanto bisogna diffidare da ciò che non si conosce davvero, se non per il classico sentir dire.

Milano, da tutti considerata una città fredda, senza anima, in questi quartieri dimostra il suo vero spirito; affronta le difficoltà, cercando di offrire piccole opportunità, di creare una rete e rafforzare il concetto di comunità, che non lascia solo nessuno.
Ma Milano è fatta di persone e il cambiamento parte da loro; persone con culture diverse; persone, che stanno cambiando e crescendo con la stessa Milano.
E’ un prendersi per la mano e sostenersi l’uno con l’altro.

E il tram 14 mi ha insegnato questo: che il riscatto parte dal basso e occorre perseguirlo con volontà e costanza; che non bisogna avere paura dei cambiamenti, ma essere protagonisti di essi.
Salite sul tram 14 e fatevi guidare dalla voglia di conoscere, senza fermarvi alla superficie, ma andando oltre!

Buon 14 a tutti voi!!