Dipende…da che dipende, da che punto guardi il mondo tutto dipende…Questo è il motivato che ho in te-sta, quando penso al tram 24, che ti fa vedere il Duomo da un’altra angolazione.

Noi tutti siamo abituati all’imponenza del Duomo, che non ti da la scelta di poterlo “ignorare”; che ti mette un po’ di soggezione per il suo “essere grande”; è come quando dinnanzi a se si ha una persona, per la quale si nutre una stima smisurata, per il suo essere…in queste situazioni, personalmente mi ritrovo in “religioso silenzio”, pronta a carpire tutto ciò che la persona ha da trasmettermi.

Il tram 24 invece ti regala solo dei dettagli del Duomo; te lo fa intravedere, facendone trasparire la sua im-ponenza ma senza imporla; semina curiosità; svela ma non racconta tutto…}

E’ un po’ il suo modo di essere, visto che lo fa anche con gli altri luoghi.
Non mi credete? Ad esempio, fa la stessa cosa con il Museo del 900…è lì, con la sua maestosità, ma te lo presenta con estrema discrezione.

E nel suo percorso, dal Duomo al quartiere Vigentino, mantiene questa caratteristica…ti offre scorci, piccoli angoli, ma mai in modo imponente…Coniuga la curiosità con la discrezione; spinge a guardare sempre ol-tre, perché spesso il bello è nascosto.

E poi arriva in un quartiere, il Vigentino, dove il tram è nel suo DNA, fa parte del suo essere: è un suo tratto distintivo. Via Ripamonti senza le rotaie sarebbe sempre la stessa?

E poi racconta di una città, in forte cambiamento, proiettata al futuro, che davvero può definirsi la città ita-liana più cosmopolita, dove si incrociano storie di tante parsone; si mescolano mille culture…Perchè Milano è così…all’apparenza fredda, può borbottare ma poi accoglie tutti.

Non so se la definizione sia quella più giusta, ma io spero che la curiosità di guardare con occhi diversi ciò che conosciamo accompagni sempre tutti noi!

Buon tram 24 a tutti voi!!!