Da quando ho deciso di parlarvi del tram 3, continuo a ripensare alle parole di Renzo Piano, quando dice che: “La periferia è una fabbrica di idee, è la città del futuro”. Nelle periferie ci sono delle perle. Sono nascoste, bisogna cercarle e lucidarle e bisogna aiutarle a crescere. Non è vero che le periferie sono sempre brutte e desolate, c’è bellezza nelle periferie, lì c’è il cuore. Ma la bellezza profonda non è cosmesi”.

In quella periferia, ho rivisto Gratosoglio, la periferia, da alcuni considerata solo un quartiere dormitorio: alcuni suoi abitanti affermano, con un po’ di ironia, che Milano si ferma prima di arrivare a Gratosoglio.
Esso si antepone al cuore di Milano, piazza Duomo, che con la Madonnina, ruba la scena a qualsiasi cosa: si impone lì, ma sempre con la sua discrezione.
Gratosoglio e Piazza Duomo sono due facce della stessa medaglia; sono un po’ come il sole e la luna; come il nord e il sud; come il fuoco e l’acqua.
Ed il filo che unisce questi 2 luoghi, non così distanti, è il tram 3, che vi farà conoscere 2 volti di Milano: la bellezza del centro ma anche le difficoltà di una periferia.
Una periferia, però, che sta cercando di rinascere; che vuole essere un laboratorio di riscatto, non solo per il quartiere stesso, ma per la stessa Milano. Basti pensare all’area dello “Skatepark”, inaugurata a settembre, che è diventato un punto di aggregazione.
Da qui la definizione del tram della città della città del futuro, del tram che fa da ponte.

E in questo passaggio, percorrendo corso Porta Ticinese, potrete conoscere i volti di quei milanesi, che secondo me esprimono la vera Milano: Jannacci, Gaber, Merini, Franca Rame; personaggi, che hanno lasciato un vuoto incolmabile; personaggi, dei quali si sente sempre più la mancanza.
E sempre grazie al tram 3, lungo via Torino potrete scoprire una chiesa seminascosta, quella di San Satiro, che vi segnalo per due curiosità:

1. Appena si entra, pare che, dietro l’altare, ci sia un grande spazio, un’abside regolare, ben completata da colonne e decorazioni.
Invece no, non è così: ma l’illusione dura a lungo, e per accorgersi che si tratta solo di un’illusione ottica bisogna arrivare proprio vicino all’altare, quasi toccare con mano: dietro l’altare non si passa, c’è poco meno di un metro di spazio. L’artefice di questa meraviglia, o forse inganno (inganno prospettico) è uno dei nostri più grandi architetti, Donato Bramante.

2. San Satiro è il fratello del più celebre e famoso Sant’Ambrogio, il patrone di Milano.
E come ogni viaggio fatto in tram, fatevi accompagnare dalla curiosità e dalla voglia di conoscere: ma soprattutto dalla consapevolezza che le periferie non vanno abbandonate a se stesse, ma sostenute e valorizzate. Non fermiamoci al confine.

Buon viaggio a tutti voi!