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Adagio, nove drammetti per ridere della morte

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Adagio micIn scena al Teatro Binario 7 di Monza sabato 11 e domenica 12 aprile, Adagio, un testo inedito della drammaturga svizzero-francese Emanuelle delle Piane, che ha debuttato in prima nazionale la scorsa stagione al Teatro della Tosse di Genova, riscuotendo grande successo.

Lo spettacolo è costruito utilizzando la forma del “dramolette” o “drammetto”, ossia un racconto teatrale spezzato in piccoli momenti autonomi uniti da un tema generale. Il filo rosso che lega i diversi drammi è la morte, evento preso a pretesto per parlare di rapporti umani, dinamiche di coppia e altri avvenimenti legati all’esistenza umana come appunto, l’amore.

Nove episodi, nove variazioni ironiche e surreali sul tema della morte ispirati ad altrettanti adagio musicali, i drammetti analizzano, sdrammatizzano ed esorcizzano uno dei tabù della cultura occidentale. Sia essa ipotesi o fatto compiuto, la morte è lo strumento per mettere in evidenza la fragilità dei rapporti, le menzogne, gli inganni, i rimpianti e i desideri delle nostre vite, le bassezze e la sgradevolezza degli uomini. Tutte cose di cui è lecito ridere, presentate con un’ironia di volta in volta caustica e sottile, perfida e lieve, che consente la rappresentazione semplice, diretta e immediata dei contrasti, delle contraddizioni e delle assurdità del mondo.

Lo spettacolo è girato da tre punti di vista. Sono tre, infatti, i registi che dirigono altrettanti drammetti ciascuno: Elisa D'Andrea, Yuri D'Agostino ed Elisabetta Granara, a guidare i quattro attori Sara Cianfraglia, Mauro Lamantia, Aldo Ottobrino e Sarah Pesca. I personaggi sono sempre in bilico tra la concretezza della realtà, espressa dalla parte più razionale delle loro esistenze a l’assurdità e il grottesco dei loro pensieri e sogni più nascosti.Gli attori danno vita di volta in volta a personaggi che sul palco alternano registri interpretativi diversi, dalla prosa al varietà. C’è la coppia innamorata davanti alla tomba dei genitori di lui, si incontrano le rockstar Madonna e Michael Jackson icone della spensieratezza pop, qui in vesti di fantasmi invadenti, oltre a citazioni cinematografiche come quella del ballo caraibico di Jim Carrey e Cameron Diaz in The Mask o altri legati alla tradizione delle commedia italiana.

Si studiano le dinamiche sociali e come, dinanzi alla morte, gli squilibri e i rancori del quotidiano spesso vengano allo scoperto rivelando il lato peggiore delle persone.Si parla della propria morte, o di quella di conoscenti o persone care. È l’evento di cui si parla qualche volta, spesso sì, spesso no. Anche troppo. Tormenta, preoccupa, fa discutere o semplicemente arriva. Alla morte c’è chi si prepara, chi l’aspetta, chi la riceve volontariamente.C’è anche chi la organizza con metodo quando è ancora vivo e vegeto.

Il testo di Emanuelle Delle Piane parla di morte, «che allegria! - viene da pensare - Ma se della morte non si può ridere almeno si potrà sorriderne».

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