PROSCENIO Le Soirée di Après-coup “CLEOPATRÀS” di Giovanni Testori, regia di Gigi Dall’Aglio

Arianna Scommegna (voce recitante) – Antony Montanari (violoncello) produzione ATIR Teatro Ringhiera

 

Prenotazione obbligatoria inviando mail a: proscenio@apres-coup.it

Per una nata e cresciuta a Milano come me, Testori è quello che ho assaporato fin da bambina. Il suo è un meraviglioso dialetto, un brianzolo misto a latino, francesismi, onomatopee, una lingua che è corpo, terra, profumi(Arianna Scommegna)

Giovedì 14 dicembre alle ore 20.00 tornano in via Privata della Braida 5 le Soirée di Après-coup con il monologo “Cleopatràs” di Giovanni Testori per la regia di Gigi Dall’Aglio, la voce recitante di Arianna Scommegna e il violoncello di Antony Montanari.

Cleopatràs è un’opera di infinita bellezza e incommensurabile intensità, sicuramente fra le più grandi di Testori.

Il senso poetico e la struggente purezza di quest’opera, inno ai piccoli piaceri della vita, esplodono grazie alla forza interpretativa di una travolgente ed emozionante Arianna Scommegna.

 

Cleopatràs, uno dei Tre Lai, lamenti di morte scritti da Giovanni Testori e pubblicati postumi nel 1994, è uno spettacolo che vive dell’immensa interpretazione vocale e corporea della Scommegna, capace di dare forza a una lingua alta, difficile, tridimensionale e imperfetta come quella di Testori, che in questo spettacolo mischia pezzi di Antonio e Cleopatra di Shakespeare al dialetto milanese.

 

Le note del violoncello di Antony Montanari accompagnano il lamento funebre della regina d’Egitto; le arie pucciniane inserite da Testori nella drammaturgia di Cleopatràs si intrecciano alle canzoni popolari lombarde, secondo l’interpretazione del regista Gigi Dall’Aglio.

 

Una donna che si esprime in quella lingua testoriana più che mai estrema, artificiale, nata da più lingue, vive e morte, da dialetti, da varianti fonetiche, impervia, oscura ma paradossalmente naturale e chiara nell’evocare la violenza delle passioni. Guidata dalla regia attenta di Gigi Dall’Aglio la bravissima Arianna Scommegna ben riesce a dare voce a questa lingua materica e alle emozioni che la pervadono, a renderla carne e sangue, e sul suo bianco costume con colori blu, verde, rosso disegnerà il luogo geografico in cui Testori la fa vivere. Uno spettacolo che vive della sofferta interpretazione della Scommegna che ben passa, in una folle lucida disperazione, dal tragico al comico, dal sensuale doloroso al desiderio di morte all’abbandono di quel palcoscenico della vita così difficile da calcare” (Magda Poli, Corriere della Sera)

 

APRÈS-COUP

Via Privata della Braida 5, Milano

Giovedì 14 dicembre 2017

Inizio spettacolo: ore 20 |Durata: 70 minuti

Ingresso: 20 euro comprensivo di aperitivo a scelta tra i vini proposti per la serata

 

 

******************************

ARIANNA SCOMMEGNA

Nata nel 1973 a Milano, dove vive e lavora, si è diplomata alla Civica Scuola Arte Drammatica “Paolo Grassi” nel 1996 e nello stesso anno ha fondato, con un gruppo di compagni di accademia, l’Associazione teatrale indipendente A.T.I.R. con la quale realizza la sua attività teatrale organizzando spettacoli, laboratori, festival. Il nucleo stabile e continuativo dell’Associazione è composto da quattordici persone tra attori, regista, scenografa, costumista, organizzatrice e staff tecnico. La direzione artistica è di Serena Sinigaglia. L’associazione gestisce dal 2007 il teatro Ringhiera, uno spazio nella periferia Sud di Milano, al Gratosoglio. Tra le tante produzioni che l’hanno vista coinvolta, spiccano i tre monologhi interpretati nell’ultima stagione: Qui città di M  di Piero Colaprico, La Molli (divertimento alle spalle di Joyce) e Cleopatràs di Giovanni Testori. Il 5 giugno 2010 l’Associazione Nazionale dei critici di teatro le ha assegnato il Premio Critica.

 

GIOVANNI TESTORI

Scrittore, drammaturgo, pittore, critico d’arte, poeta, regista, attore, sicuramente uno dei più importanti intellettuali italiani del Novecento. Nato a Novate Milanese il 12 maggio 1923 già a 17 anni collaborava ad alcune riviste del GUF con articoli di critica d’arte. Dal 1952 diviene allievo prediletto di Roberto Longhi e pubblica celebri scritti sull’arte del Cinque-Sei-Settecento lombardo-piemontese. Del 1954 è la sua prima opera di narrativa: Il dio di Roserio.

Seguirà  poi il ciclo de “I Segreti di Milano” e il primo esordio come drammaturgo al Piccolo Teatro di Milano, con “La Maria Brasca” nel 1960. Gli anni Sessanta sono segnati dal sodalizio con Luchino Visconti e Testori raggiunge la notorietà presso il grande pubblico. Con Franco Parenti, a partire dal 1972, porta in scena la “Trilogia degli Scarrozzanti”, dando vita, con Andrèe Ruth Shammah al Salone Pier Lombardo. Nel 1977, la morte della madre dà inizio a una nuova fase della vita dello scrittore, segnata dal monologo “Conversazione con la morte” e dalla collaborazione con il Teatro dell’Arca di Forlì. Gli anni Ottanta sono invece nel segno di Franco Branciaroli e del Teatro degli Incamminati, da lui fondato con Emanuele Banterle.

Dalla metà degli anni Settanta, Testori prende il posto di Pasolini come commentatore in prima pagina del “Corriere” e dal 1978 diviene responsabile della pagina artistica.

Dopo una lunga malattia Giovanni Testori muore il 16 marzo 1993 all’età di settant’anni.