Torna nel milanese, dopo oltre tre anni di assenza, Teatro del Lemming, centro internazionale di ricerca e produzione teatrale nato nel nel 1987 a Rovigo per volontà del regista e compositore Massimo Munaro e del regista e scenografo Martino Ferrari.
Due sono gli appuntamenti, promossi dalla Cooperativa Sociale Industria Scenica Onlus, che li vedranno protagonisti tra febbraio e marzo presso il Circolo Everest, Via S. Anna 4,Vimodrone (MI).
Il primo, per un pubblico appassionato di teatro contemporaneo sperimentale, si terrà venerdì 24 febbraio alle 21:00 in occasione del quarto appuntamento della rassegna “Sherpa-Teatro d’Altitudine” promossa dal Circolo Everest. Durante la serata la compagnia metterà in scena “Romeo e Giulietta. Lettere dal mondo liquido”, nato dal lavoro condotto sui miti shakespeariani.
Dal 2010, infatti l’attenzione del gruppo si è spostata dallo studio del mito greco che interrogava l’immaginario e la coscienza dei singoli spettatori condotti dalla drammaturgia a rivivere, sulla loro pelle e nella loro anima, le tappe, le pulsioni e i movimenti dei protagonisti, ai miti shakespeariani, individuando nel drammaturgo inglese un perno fondante della cultura teatrale occidentale e una figura di riferimento per un teatro inteso come “specchio dell’anima”.

Nasce così nel 2013 “Romeo e Giulietta. Lettere dal mondo liquido”, uno spettacolo ritmato da lettere che vanno a costituire i capitoli / punti nodali dell’intero lavoro: brandelli di un tempo presente in cui la dimensione solida, quella del mito, non è ancora andata del tutto perduta e in cui si rintracciano storie di un desiderio contrastato, tracce di una violenza esplicita o nascosta, contrasti insanabili, ma anche la tenacia di un volere che non demorde.
Nello spettacolo, Giulietta e Romeo fuoriescono dal piano letterario e dall’immaginario da “baci perugina” cui spesso sono stati confinati e diventano semplici giovani pronti a difendere il loro amore e i loro ideali all’interno di una società dominata da incertezze e precarietà, come è quella in cui tutti noi oggi viviamo.
Proprio per questo, a fianco dell’attrice storica della compagnia Fiorella Tommasini, sono presenti in scena tutti giovani under 35. Nel processo creativo di realizzazione è stato infatti invertito l’assunto dal quale spesso la compagnia è partita per la costruzione dei propri lavori: se le nostre vite sono mimetiche del mito, allora forse significa che frammenti di mito sono sparsi persino nelle nostre esistenze.
Partendo dal presupposto che questo sia vero allora è possibile trovare anche nel vissuto individuale di ciascuno attore qualcosa che abbia un valore e un significato universale. Perché forse solo ciò che ha una reale necessità personale può giungere ad essere condiviso anche da altri, proprio come accade nell’amore. Chi sono dunque Giulietta e Romeo per noi? Questi due giovani sono davvero così inevitabilmente lontani dalle nostre vite? Interrogando Giulietta e Romeo, interroghiamo di conseguenza le nostre vite ed il nostro fragile tempo presente.

Venerdì 24 febbraio GIULIETTA E ROMEO. Lettere dal mondo liquido
Circolo Everest, Via S. Anna 4,Vimodrone (MI).
con Fiorella Tommasini, Chiara Elisa Rossini, Diana Ferrantini, Alessio Papa, Alessandro Sanmartin, Maria Grazia Bardascino, Katia Raguso
musiche di Massimo Munaro
regia di Massimo Munaro e Chiara Elisa Rossini

INFO BIGLIETTI
Intero 13 € Ridotto (residenti a Vimodrone, under 18, over 65) 10 € Ridottissimo (associati Amnesty, A.N.P.I., CAI) 6 €
Prevendita Vivaticket
PRENOTAZIONI Tel. 02.36580730

SINOSSI: Nel suo nucleo essenziale la vicenda di GIULIETTA E ROMEO propone il conflitto fra individuo e potere, alla base, seppure in altro modo, anche del precedente AMLETO. E se per il Principe di Danimarca si trattava vanamente di opporsi alla corruzione e al marciume della corte, qui è il conflitto fra due famiglie rivali, i Capuleti e i Montecchi, a soffocare l’amore dei due giovani nati sotto contraria stella. Interrogare Giulietta e Romeo ha significato per noi, da subito,
interrogare le nostre vite ed il nostro fragile tempo presente. Ed il nostro tempo presente è proprio il mondo liquido di cui parla Zygmunt Bauman, una società sotto assedio in cui tutto sembra precario, provvisorio, mutabile, senza certezze e senza rassicurazioni, dove tutto scorre veloce, su un unico binario, quello della mercificazione.
Dove si colloca allora il mito di Giulietta e Romeo in questa società in cui, per restare a Bauman, anche l’amore ha perso la sua forza titanica, mitologica, ed è divenuto liquido, precario come tutte le cose del mondo?
Chi sono Giulietta e Romeo per noi? Questi due giovani sono davvero così inevitabilmente lontani dalle nostre vite? C’è qualcosa o qualcuno per cui saremmo disposti a sacrificare tutto? Che cosa saremmo disposti a fare per vivere il nostro amore?
Eppure proprio il continuo confronto con il testo shakesperiano ci ha aiutato a trovare un nuovo sguardo sulle questioni nella quali ci dibattiamo ogni giorno.
In questo senso il processo creativo che abbiamo messo in atto, ha invertito l’assunto dal quale spesso siamo partiti per la costruzione dei nostri lavori: se le nostre vite sono mimetiche del mito, allora forse significa che frammenti di mito sono sparsi persino nelle nostre povere esistenze. Se ciò è vero allora è possibile trovare anche nel vissuto individuale di ciascuno attore qualcosa che abbia un valore e un significato universale. Perché forse solo ciò che ha una reale necessità personale può giungere ad essere condiviso anche da altri.
Un po’ come accade nell’amore, appunto.
Il nostro spettacolo è formato da lettere. Queste lettere sono da intendere anche come capitoli, punti nodali del lavoro: brandelli di un tempo presente in cui la dimensione solida, quella del mito, non è ancora andata del tutto perduta e in cui si rintracciano storie di un desiderio contrastato, tracce di una violenza esplicita o nascosta, contrasti insanabili, ma anche la tenacia di un volere che non demorde.

La forma della lettera – così apparentemente desueta in tempi di email o di SMS, eppure a tutti così cara – ci ha aiutato a mantenere un dialogo fitto e fecondo fra il tempo incorruttibile di Giulietta e Romeo e questo nostro presente che anela ad una trasformazione vitale.